L’infinito viaggio dei Bronzi

 

 

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Due figure imponenti, conservate dal mare per un tempo quasi infinito, hanno trovato casa in superficie da soli 38 anni.

 Avvistati per caso, nel lontano 16 agosto 1972, dal sub Stefano Mariottini, i Bronzi di Riace giacevano a circa 8 metri di profondità e a soli 300 metri dalla costa, semi sepolti dalla sabbia.

 Dopo il ritrovamento hanno “albergato” a Firenze presso il Centro di Restauro della Soprintendenza Archeologica fino al 1981.

      Infine, una volta ripuliti da tutte le scorie e le incrostazioni accumulatesi nel corso dell’immersione subita per secoli,  sono stati trasferiti nel Museo di Reggio Calabria.

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In questi ultimi mesi hanno “viaggiato” di nuovo e per un breve tratto.

Si trovano infatti a Palazzo Campanella all’interno di un laboratorio di restauro visibile dal pubblico attraverso una enorme vetrata.

Da mesi sono costantemente monitorati in attesa di essere nuovamente collocati, e in via definitiva, all’interno del Museo ristrutturato.