Sicurezza in mare

 

CAPITANERIA DI PORTO – GUARDIA COSTIERA REGGIO CALABRIA

ORDINANZA N. 98/10

Il Capo del circondario marittimo di Reggio Calabria:

VISTA:

 

RITENUTO:           

 

RITENUTO:

 

VISTO:

 

 

 la propria ordinanza n° 73/10 in data 30.08.10, relativa alla disciplina delle attività subacquee non professionali;

 necessario procedere alla modifica della citata ordinanza a seguito degli approfondimenti condotti sulle pratiche relative ai relitti giacenti sui fondali di questo circondario marittimo, come fino ad oggi censiti;

 di dover mantenere una specifica disciplina per le immersioni guidate e didattiche;

 il D.Lgs. n°171 in data 18.07.05 – “Nuovo codice dalla nautica da diporto”; gli articoli 90 e 91 del D.M. 29/07/08, n°146 – “Regolamento di attuazione dell'articolo 65 del D. Lgs. 18/07/05, n°171”;

VISTI:

 la nota n°82/10390/II in data 16.02.00 e i dispacci n° 82/33487/II e n° 02.02/158-INT rispettivamente in data 26.05.03 e 18.04.08 del Comando Generale del Corpo delle capitanerie di porto, recanti linee-guida per la disciplina delle attività subacquee a scopo ludico-diportistico;

VISTE:

 

 le norme istitutive dell’area di sicurezza della navigazione dello stretto di Messina e dell’Autorità marittima della navigazione dello stretto di Messina;

VISTI:

 

 

 gli articoli 17, 30, 68 ed 81 del codice della navigazione nonché l’articolo 59 del relativo regolamento di esecuzione, parte marittima:

 

 

O R D I N A

ARTICOLO 1 - AMBITO DI APPLICAZIONE

  1. La presente ordinanza disciplina lo svolgimento delle attività subacquee non professionali, compiute in apnea, con apparecchi ausiliari di respirazione, con maschera e tubo di respirazione (c.d. “snorkeling”), nelle acque del circondario marittimo di Reggio Calabria, che si estende dal comune di Bagnara Calabra a quello di Bianco, inclusi.

 

ARTICOLO 2 – MODALITA’ DI SVOLGIMENTO DELL’ATTIVITA’ SUBACQUEA

  1. Al fine di intraprendere una sicura attività subacquea, gli interessati devono, in relazione al proprio stato e alle capacità natatorie, valutare le condizioni meteorologiche e del mare presenti nella zona, con particolare riferimento all’andamento del moto ondoso, della corrente e dei fondali (presenza relitti, grotte, ecc.), nonché della visibilità, della temperatura e della profondità delle acque. Inoltre è consigliabile informare qualcuno che rimane a terra circa l’attività subacquea che si intende effettuare, specificando la zona di mare interessata e l’ora di previsto rientro.

Il subacqueo che utilizza apparecchi ausiliari di respirazione deve essere in possesso di idoneo brevetto e deve operare entro i limiti previsti nel medesimo, mantenendo in efficienza le attrezzature per l’immersione, comprese quelle di riserva.

  1. La posizione in mare del subacqueo deve essere segnalata:
  2. nelle immersioni diurne, da una bandiera rossa con diagonale bianca, posizionata su di un galleggiante ovvero issata sull’eventuale unità navale di appoggio, visibile a non meno di 300 metri di distanza; se il subacqueo è accompagnato da mezzo nautico, la bandiera deve essere issata sullo stesso mezzo;
  3. nel caso in cui all’immersione partecipino più subacquei, è sufficiente un solo segnalamento a condizione che tutti i partecipanti rimangano in gruppo e operino entro il raggio di 50 metri dalla verticale del medesimo.  Ciascun subacqueo deve essere dotato di un pedagno o pallone di superficie gonfiabile, di colore ben visibile e munito di sagola di almeno 5 metri, da utilizzare, prima di risalire in superficie, esclusivamente per cause tecniche o di forza maggiore in caso di separazione dal gruppo. Non è consentito un uso sistematico del pedagno o pallone gonfiabile trattandosi di dotazioni di emergenza e non di segnalamento alternativo;
  4. nelle immersioni notturne o in condizioni di scarsa visibilità, da una luce lampeggiante gialla, visibile, a giro di orizzonte, ad una distanza non inferiore a 300 metri e posizionata su di un galleggiante ovvero sistemata sull’eventuale unità navale di appoggio. Inoltre, ognisubacqueo deve essere altresì  munito almeno di una pila personale e di una luce stroboscopica.
  5. Qualora venga utilizzata un’unità navale di appoggio è necessario che:
  6. la stessa unità sia armata ed equipaggiata in relazione alla tipologia dell’unità impiegata ed alla navigazione da effettuarsi;
  7. a bordo sia sempre presente almeno una persona pronta ad intervenire e in grado di eseguire manovre e comunicazioni di emergenza;
  8. il numero massimo di persone trasportabili sia quello risultante dai prescritti documenti di bordo, ovvero sia ridotto in ragione di una persona per ogni 75 chilogrammi di attrezzatura subacquea presente a bordo dell’unità;
  9. vengano esposti a bordo dell’unità i segnalamenti diurni e notturni prescritti, in base alla lunghezza della stessa, dalla convenzione internazionale per la prevenzione degli abbordi in mare (COLREG 1972);
  10. l’ancoraggio dell’unità sia realizzato in modo da poter essere filato prontamente in emergenza, segnalando, ove necessario, il punto d’ormeggio in superficie con un galleggiante;
  11. nelle immersioni notturne, deve essere filata, ad almeno una profondità di 5 metri dalla superficie, una cima con assicurata una luce stroboscopica.
  12. L’attività subacquea  non può essere esercitata:
  13. ad una distanza inferiore a:
    • 1000 metridalle imboccature dei porti e dalle navi militari;
    • 500 metridalle unità navali, dagli impianti di acquacoltura e dalle reti da posta;
  14. ad una distanza superiore a 50 metri dalla verticale dell’unità navale di appoggio o dal segnalamento di cui al precedente punto 2 del presente articolo;
  15. negli ambiti portuali;
  16. nelle zone di mare:
    • interdette alla balneazione;
    • interessate dalla presenza di residuati bellici o beni archeologici sommersi;
    • ove giace il relitto di nave posizionato sul punto avente le seguenti coordinate geografiche (datum WGS84) lat. 37°53,820’ N; long. 016°00,750’ E (località Palizzi);
    • individuate con provvedimenti dell’autorità marittima competente per territorio.

 

ARTICOLO 3 - IMMERSIONI GUIDATE  E DIDATTICHE

  1. Tutti coloro che esercitano o intendono esercitare attività subacquee finalizzate allo svolgimento di immersioni guidate ovvero ai fini didattici per il conseguimento di brevetti, oltre alle prescrizioni di cui al precedente articolo 2, devono, in relazione ai casi, attenersi alla disciplina del presente articolo.
  2. Gli interessati devono presentare alla capitaneria di porto di Reggio Calabria, anche per il tramite della locale autorità marittima, una dichiarazione come da modello in allegato 1. Tale dichiarazione deve essere immediatamente aggiornata in caso di variazioni intervenute nel tempo.
  3. Gli interessati, prima dell’inizio delle operazioni di immersione, devono annotare su apposito registro le seguenti informazioni: data, ora e luogo dell’immersione; tipologia dell’immersione (guidata o per il conseguimento di brevetti); individuazione della camera iperbarica operativa; elenco completo degli accompagnatori/istruttori subacquei, con l’indicazione dei brevetti posseduti; elenco completo dei partecipanti, con l’indicazione dei brevetti posseduti o da conseguire; estremi della copertura assicurativa per gli accompagnatori/istruttori e partecipanti; nel caso di utilizzo di un’unità navale di appoggio, i dati della stessa, compresi quelli della copertura assicurativa.

Le informazioni devono essere in possesso dell’accompagnatore/istruttore subacqueo, responsabile dell’immersione e del conduttore dell’unità navale di appoggio.

  1. Per le immersioni guidate, l’accompagnatore, che deve operare entro i limiti previsti dal brevetto posseduto, può condurre un numero di subacquei non superiore a sette unità, rispettando comunque i limiti di profondità stabiliti dal brevetto posseduto dai partecipanti all’immersione, ovvero, in caso di brevetti di diverso grado, rispettando il limite di profondità previsto dal grado inferiore. Prima di ogni immersione, l’accompagnatore deve illustrare ai partecipanti le regole, le modalità e le tecniche dell’attività subacquea programmata, mostrando, ove necessario, anche delle foto o riprese dei siti da visitare.
  2. Per le immersioni didattiche, ciascun istruttore può accompagnare un numero di allievi non superiore a cinque unità.  Prima di ogni immersione l’istruttore deve illustrare, agli allievi, le regole, le modalità, le tecniche e ogni altra nozione necessaria per svolgere in sicurezza l’attività subacquea didattica programmata, mostrando, ove necessario, anche delle foto o riprese dei siti da visitare.
  3. Nello svolgimento di immersioni nei pressi dei relitti di navi, può essere condotto un numero di subacquei non superiore a cinque unità e il responsabile dell’immersione deve fare mantenere i partecipanti sempre all’esterno dei relitti e, comunque, ammettere l’avvicinamento con la massima prudenza e solo per l’osservazione degli stessi.

Per le immersioni presso il relitto in località Saline Joniche (Lat. 37°56,833’ N, Long. 015°41,816’ E), oltre al rispetto delle precedenti prescrizioni, il responsabile dell’immersione deve inoltrare alla capitaneria di porto di Reggio Calabria, via fax al n° 0965 656333 o via e-mail (reggiocalabria@guardiacostiera.it), la comunicazione di cui all’allegato 2, almeno 2 ore prima dell’immersione stessa.    

  1. Per tutta la durata dell’immersione, devono essere prontamente disponibili ed in perfetto stato di efficienza:
    • una bombola di riserva, da almeno 10 litri, ogni cinque subacquei, munita di  doppio erogatore o dispositivi per l’erogazione dell’aria dalla superficie, posizionata, nel caso di immersioni con un’unità navale appoggio, a bordo della stessa ovvero ad una profondità di almeno 5 metri;
    • in caso  di  immersioni  che  prevedono  soste  di  decompressione  obbligatorie, in sostituzione della predetta bombola di riserva, è richiesta una stazione di decompressione, dotata di un sistema di erogazione di gas respirabile in grado di garantire l'esecuzione delle ultime due tappe di decompressione ad ogni subacqueo impegnato in tale tipo di immersione;
    • un’apparecchiatura per la somministrazione di ossigeno terapeutico in erogazione continua con bombola da almeno sette litri, ovvero con bombola di almeno tre litri se munita di erogatore a domanda ovvero di sistemi analoghi omologati;
    • un mezzo di comunicazione, dotato di batteria di riserva, per contattare il personale a terra, i centri di soccorso ed i centri iperbarici, con relativa tabella riportante i recapiti telefonici e/o le frequenze di ascolto dei medesimi;
    • per ogni subacqueo un dispositivo sonoro per richiamare l’attenzione di eventuali unità in transito;
    • una cima di lunghezza sufficiente al recupero del subacqueo, nonché la presenza di una persona abilitata al primo soccorso subacqueo (ovvero anche un sola persona, qualora sia in possesso di entrambi i requisiti);
    • una cassetta di pronto soccorso conforme alla tabella A allegata al decreto del Ministero della Sanità 25/05/88, n°279 e una maschera di insufflazione, indipendentemente dalla navigazione effettivamente svolta;
    • un apparato ricetrasmittente ad onde metriche (VHF), anche portatile, indipendentemente dalla navigazione effettivamente svolta.
  2. A bordo dell'unità navale eventualmente impiegata nelle immersioni, non devono essere forniti ulteriori servizi diversi dal trasporto e dal supporto tecnico ai subacquei.

 

ARTICOLO 4 – EVENTI DI RILIEVO, RINVII E DEROGHE

  1. Qualora il subacqueo dovesse fortuitamente rinvenire o avvistare reperti di interesse archeologico, scientifico e storico o relitti di navi non segnalati, deve immediatamente informare la locale autorità marittima.
  2. I comportamenti da tenere nei casi di rinvenimenti di ordigni esplosivi o presunti tali lungo gli arenili e in mare sono fissati con ordinanza della capitaneria di porto di Reggio Calabria. In particolare, il subacqueo non deve toccare l’oggetto, deve mantenersi a debita distanza dallo stesso, indicando i punti di riferimento per la successiva individuazione e informare immediatamente la capitaneria di porto di Reggio Calabria.
  3. L’ecosistema marino/costiero deve essere sempre tutelato. Quindi tutte le attività subacquee devono essere esercitate nel rispetto delle ordinanze emanate in materia di tutela ambientale da parte della capitaneria di porto di Reggio Calabria.
  4. L’esercizio della pesca marittima sportiva subacquea deve essere condotto secondo quanto previsto dalla vigente ordinanza della capitaneria di porto di Reggio Calabria.
  5. Durante la stagione balneare, dalle ore 08.00 alle ore 20.00, la pesca può essere esercitata solo oltre i 500 metri dalla costa.
  6. Le attività di diporto nautico devono essere condotte secondo quanto previsto dalla vigente ordinanza emanata in materia dalla capitaneria di porto di Reggio Calabria, che fissa l’obbligo per le unità navali di navigare a distanze superiori ai 200 metri dai segnali che indicano la presenza di subacquei.
  7. Le attività subacquee professionali sono disciplinate dall’ordinanza n° 58 in data 26.11.09.
  8. Le attività subacquee che comunque esulano dalle finalità ludico-diportistiche sono soggette ad autorizzazione della capitaneria di porto di Reggio Calabria.
  9. La presente ordinanza non si applica alle immersioni subacquee del personale del Corpo delle capitanerie di porto, delle Forze armate e di polizia, dei Corpi dello Stato e dei servizi di emergenza e soccorso.
  10. In presenza di particolari circostanze tecnico-operative, supportate da accertamenti e/o documentate, l’autorità marittima può concedere eventuali deroghe alle disposizioni della presente ordinanza.

 

ARTICOLO 5 – VIOLAZIONI

  1. I contravventori alla presente ordinanza sono puniti ai sensi degli articoli 1164, 1174, 1218 e 1231 del codice della navigazione ovvero dall’articolo 53 del decreto legislativo n°171/05, sempreché il fatto non costituisca un più grave reato ovvero reato.

 

ARTICOLO 6 – ENTRATA IN VIGORE, ABROGAZIONI E PUBBLICAZIONE

  1. La presente ordinanza entra in vigore in data odierna ed abroga la n° 73/10 citata in premessa.
  2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservare e far osservare le norme contenute nella presente ordinanza, pubblicata all’albo di questo ufficio e la cui diffusione sarà assicurata anche mediante:
  3. distribuzione a società, circoli sportivi, associazioni ed imprese interessate;
  4. divulgazione a cura dei mezzi d’informazione;
  5. inserimento nel sito web www.reggiocalabria.guardiacostiera.it.

Reggio Calabria, 06.12.10

 

IL DIRETTORE MARITTIMO

C.V. (CP) Vincenzo DE LUCA